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INTOLLERANZE ALIMENTARI

Pubblicato il 04-03-2014


                                                    INTOLLERANZE ALIMENTARI

 

Senti parlare di intolleranze alimentari e cosa pensi? Forse le associ a disturbi intestinali, cutanei, stanchezza cronica, mal di testa…, oppure ad altri sintomi che potrebbero dipendere da una intolleranza alimentare non riconosciuta? Vorremmo aiutarti a fare chiarezza nel “mondo” delle intolleranze alimentari, fornendo risposte precise ai tuoi dubbi ed alle tue domande. Innanzitutto: le intolleranze alimentari esistono, non sono una trovata commerciale. E sono scientificamente dimostrate. La ricerca ha infatti chiarito senza dubbio alcuno che le intolleranze alimentari sono l‘espressione di una reattività immunitaria “ritardata” del nostro organismo, successiva al contatto con macromolecole alimentari che sono riuscite ad attraversare la mucosa intestinale, a causa dell‘eccessiva permeabilità di quest‘ultima. A differenza delle allergie, in questo caso la risposta immunitaria, proprio perché “ritardata”, non si manifesta con sintomi acuti immediatamente successivi all‘assunzione dell‘alimento, bensì con la comparsa di una sintomatologia più “subdola” che si sviluppa nel tempo e si cronicizza, motivo per cui è più difficile determinare gli alimenti “incriminati”. Oggi però, finalmente, la scienza ha individuato con assoluta certezza quali sono le componenti del sistema immunitario coinvolte nella genesi di intolleranze, fornendo, così, la possibilità di effettuare un test altamente attendibile, l‘unico in grado di diagnosticare con certezza assoluta eventuali intolleranze alimentari. Finalmente, si dipanano i dubbi e arrivano risposte certe ad una problematica reale.

 

 

COSA E’ L’INTOLLERANZA ALIMENTARE?    
Per intolleranza alimentare si intende una risposta infiammatoria innescata da specifici elementi del sistema immunitario venuti a contatto con macromolecole alimentari, non completamente digerite, che sono riuscite ad attraversare la mucosa intestinale. Il sistema  immunitario identifica queste macromolecole come sostanze estranee, innescando, di conseguenza, una risposta difensiva di tipo infiammatorio che, giorno dopo giorno, può tradursi nei sintomi più svariati: i primi ad apparire sono pancia gonfia, flatulenza, stipsi, diarrea, stanchezza cronica, mal di testa, dermatiti, pruriti, bronchiti ricorrenti, sinusiti, cistiti ricorrenti, candidosi, afte, alitosi, herpes recidivante e molti altri ancora, mentre le conseguenze a breve o lungo termine possono essere morbo di Crohn, colite ulcerosa, malattie autoimmuni, psoriasi, stati depressivi, allergie, cancro, diabete, cardiopatie, disfunzioni della sfera sessuale, menopausa problematica, malattie infiammatorie articolari. Le intolleranze alimentari incidono, quindi, prima di tutto a livello intestinale. La mucosa dell‘intestino dovrebbe essere come un “filtro a maglie strette”, in grado di far passare le sostanze utili all‘organismo (nutrienti) e di escludere invece le sostanze dannose (macromolecole indigerite, antigeni, tossine). Per tutelare l‘integrità di  tale “filtro a maglie strette”, la mucosa dovrebbe essere ricoperta dal fitto schieramento della flora fisiologica benefica protettiva. Purtroppo l‘alimentazione errata, l‘abuso di farmaci, gli inquinanti determinano la proliferazione di  microrganismi patogeni e/o opportunistici (come ad esempio la diffusissima candida!), che, anziché proteggere la mucosa, ne causano il progressivo “logorio”: da efficace “barriera filtrante selettiva”, la mucosa diventa così, giorno dopo giorno, un “colabrodo”, lasciando passare di tutto ed innescando l‘insorgere di intolleranze alimentari!

 


LA RISPOSTA IMMUNITARIA DELL'ORGANISMO      

Quando i cibi indigeriti e gli antigeni alimentari vengono a contatto con la mucosa intestinale, il sistema immunitario inizia a produrre, innanzitutto, gli anticorpi deputati alla difesa della barriera intestinale, ossia le immunoglobuline IgA; queste, legandosi agli antigeni alimentari, tentano di bloccarne l'ingresso nell'organismo. A causa, però, dello stato di “colabrodo” della mucosa intestinale, il ruolo difensivo delle IgA risulta insufficiente: le macromolecole sfuggono alla mucosa intestinale ed entrano nell'organismo determinando la produzione di un'altra classe di anticorpi, le immunoglobuline IgG, circolanti nel sangue, in particolare, come vedremo, le IgG4. La produzione di IgG4, oltre a segnare l'effettivo passaggio in circolo degli antigeni alimentari, innesca nell'organismo, giorno dopo giorno, una risposta infiammatoria lenta e costante, diretta responsabile degli svariati sintomi con cui l'intolleranza può manifestarsi.

 


FINALMENTE UN TEST ALTAMENTE SCIENTIFICO!   
Il sistema di analisi, infatti, si basa sul metodo scientifico-diagnostico ELISA (Enzyme Linked Immuno Sorbent Assay). Il sangue, raccolto con un semplice autoprelievo, viene posto a contatto con un supporto contenente gli antigeni alimentari che si vogliono testare: se presenti, gli anticorpi IgG4 specifici si legano a tali antigeni e possono così venire misurati, ottenendo risultati altamente specifici ed attendibili, per nulla soggetti ad interpretazioni da parte dell‘operatore!        
Sulla base di accurati dati clinici e statistici, confermati da dati di letteratura recenti, è infatti possibile affermare che la maggior casistica di positività al test ELISA per le IgG4 riguarda un gruppo di 45 alimenti, implicati nel 98% dei casi di intolleranze alimentari. Non ha veramente alcun senso testare un numero di alimenti superiori! è invece opportuno “concentrare le proprie risorse” su quei 45 alimenti che, giorno dopo giorno, minano la salute di tantissime persone, dai bambini agli adulti.          

Di seguito elenchiamo, suddivisi per gruppi, i 45 alimenti che risultano implicati nel 98% dei casi di intolleranze alimentari:  

Frumento, riso, mais, farro, orzo, glutine (la presenza di quest‘ultimo è molto importante, data la diffusione crescente della “gluten sensitivity” tra la popolazione).  
·  Lievito di birra e lievito chimico.          
·  Latte vaccino, latte di pecora, latte di capra, formaggi freschi e formaggi             
   stagionati.     
·  Manzo, suino, tacchino, agnello, pollo.           
·  Salmone, tonno, merluzzo.    
·  Tuorlo d'uovo, albume d'uovo. 
·  Piselli, fagioli, soia.   
·  Arachidi, noci, mandorle, nocciole, girasole (e olio di ), oliva (e olio di). 
·  Cacao, caffé. 
·  Pomodoro, peperone, melanzana, patata, carota, cipolla, zucchina.     
·  Mela, banana, kiwi, fragola.

Individuare se qualcuno di questi alimenti disturba il sistema immunitario al punto tale da innescare la produzione di IgG4, è il primo passo per prendere finalmente coscienza del problema e  procedere poi alla sua risoluzione.

A tal proposito ricordiamo però che eliminare l‘alimento intollerante non potrà mai costituire la soluzione definitiva del problema; come anticipato, infatti, la vera soluzione dovrà necessariamente passare attraverso il ripristino dell‘integrità della mucosa intestinale.

 

 

GUIDA AI RIMEDI:

http://www.sirabio.it/IT/pages.php?pag=3&idArea=2&idCate=119

 
 
I consigli e le informazioni riportate nel nostro sito, NON ESCLUDONO la consultazione ed il parere preventivo del VOSTRO MEDICO.

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